L'Accademia della Salute
Sviluppo interno ed esterno
14 Gen 2018|Francesco Castellano
Nel Tai Chi Chuan, nel Qi Gong e nelle diverse forme marziali e/o terapeutiche proposte dalla cultura orientale, ogni praticante dovrebbe seguire un cammino ben specifico per ottenere il massimo dei risultati e soprattutto un equilibrato sviluppo psico/fisico ed energetico. Per fare ciò è necessario che apprenda i concetti fondamentali dei cicli degli 8 elementi di sviluppo interno ed esterno.
Per "esterno" si intende ciò che è fisicamente visibile, prettamente tecnico e fisico. Per "interno" si intende ciò che non è fisico o tecnico, ma mentale o viscerale, con l'esperienza... energetico.
I 4 elementi di sviluppo esterno sono: tecnica, potenza, timing, angolazione.
 
- Il primo elemento che un praticante dovrebbe studiare è la tecnica, come semplice gestualità. Le forme, i kata, le sequenze servono proprio per apprendere le prime movenze, le tecniche necessarie per muoversi in una certa maniera, soprattutto muoversi come non ci si è mai mossi. La tecnica da sola però non è efficace in quanto necessita di un altro elemento, che però può essere aggiunto solo se il gesto tecnico è corretto. Una volta acquisito il gesto tecnico si può prendere in esame
- Il secondo elemento: la tecnica può essere supportata da forza/energia/potenza. Acquisiti i primi movimenti è possibile supportarli con un'energia tale da permettermi di ottenere dei risultati, energia che varierà a seconda dei casi e delle necessità ed anche a seconda dei risultati che si vuole ottenere. Tecnica e potenza però ancora non bastano per rendere efficace il gesto.
- Il terzo elemento è necessario a questo punto e può essere preso in esame solo dopo che gli altri 2 sono stati acquisiti: il timing. Timing significa anche entrare in empatia con la persona da trattare, o l'avversario da atterrare o anche con se stessi; significa respirare insieme, significa accoglienza. Ora se io faccio la tecnica giusta, con la giusta potenza, ma sbaglio il tempo, il risultato non sarà ECCELLENZA. Ma ancora non basta. A chiudere il cerchio c'è
- Il quarto elemento: la giusta angolazione (intesa nel senso più ampio del termine), le giuste leve per poter entrare senza fatica dove c'è n'è bisogno. Se faccio la tecnica giusta, con la giusta potenza, il giusto timing, ma sbaglio gli angoli, non sarò "efficace" potrò aver fatto un buon trattamento, ma probabilmente senza alcun risultato.
 
Una volta chiuso il cerchio ecco cosa accade: se faccio una buona tecnica, con la giusta potenza, il giusto timing e la giusta angolazione, migliorerò la tecnica stessa, e di conseguenza migliore potenza, migliore timing, migliore angolazione.
 
I 4 elementi di sviluppo interno sono: vuoto, immobilità, radicamento, morbidezza.
 
- Il primo elemento è il vuoto mentale. Esso ci permette di aumentare il livello propriocettivo amplificando i nostri sensi che a loro volta ci porteranno più informazioni dall'esterno per poter prontamente reagire. Il vuoto mentale è uno degli elementi più difficili da raggiungere, basta provare a chiudere gli occhi e dopo pochi secondi ecco il primo pensiero. Bisogna imparare ad essere un po' come gli alberi: sempre li fermi in ascolto e pronti per adattarsi ad ogni azione proveniente dall'esterno. Solo se siamo vuoti, possiamo passare al
- Il secondo elemento: l'immobilità. Per riuscire a stare perfettamente immobili, bisogna per forza di cose essere calmi. Questo stato di tranquillità può essere raggiunto solo se abbiamo appreso come effettuare il vuoto mentale. Con esso, in fatti, è più semplice restare immobile come nell'esempio di prima dell'albero. L'immobilità è la chiave che conduce al
- terzo elemento: il radicamento. Il radicamento ci è utile per migliorare il nostro equilibrio e per rendere più profonda la nostra respirazione. L'albero riesce a stare perfettamente nella sua posizione grazie all'enorme lavoro fatto dalle sue radici. Ora che siamo riusciti a svuotare la mente, siamo in grado di rimanere perfettamente immobili e radicati, possiamo avere accesso al
- Il quarto elemento: la morbidezza/elasticità. Morbidezza è un termine di difficile spiegazione e a volte "elasticità" rende meglio il suo significato. Forse la si dovrebbe chiamare "elasticità morbida". E' un atteggiamento mentale. E' la condizione che ci permette di avere una consapevolezza tale da poter leggere immediatamente la situazione e di poterci prontamente adattare.
 
Anche qui accade la stessa cosa dei 4 elementi esterni: se riesco ad essere vuoto, immobile, radicato ed elastico/morbido, sarò in grado di essere ancora più vuoto, ciò mi permetterà di raggiungere un'immobilità superiore, che aumenterà il mio radicamento, che mi farà essere ancora più elastico... e così via in un circolo virtuoso.
 
La crescita interna deve avvenire di pari passo a quella esterna. E' come mantenere un perfetto equilibrio tra Yin e Yang dove uno completa l'altro, uno alimenta l'altro in una infinita danza..... la vita.
 
Francesco Castellano

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